La lobby pro-Israele più influente d'Europa opera anche in Italia, dentro un ecosistema di oltre 20 organizzazioni presenti a Bruxelles dal 2000.
«Se avessimo il 10% del budget del lobbying pro-Israele negli USA, potremmo cambiare il mondo.»
Raanan Eliaz, co-fondatore e primo direttore ELNET — The Diasporist, 2008
ELNET — European Leadership Network — è un'organizzazione fondata nel giugno 2007 a Bruxelles da un gruppo di cinque persone con trascorsi nell'orbita AIPAC, nella finanza americana e nel sistema istituzionale israeliano. Uno dei co-fondatori e primo direttore esecutivo è Raanan Eliaz: ex consulente AIPAC a Washington (dal 2003), ex funzionario del Consiglio di Sicurezza Nazionale israeliano con specializzazione sull'Europa, poi Senior Advisor al Ministro per la Diaspora nell'ufficio del Premier israeliano (2021–2022). È lui stesso a descrivere ELNET come «l'AIPAC per l'Europa». Un altro co-fondatore, Larry J. Hochberg, era già ex direttore nazionale AIPAC. ELNET oggi ha uffici in Francia, Germania, Italia, UK, Belgio e Israele — quest'ultimo aperto nel 2023, anno in cui è stata inaugurata anche la sezione italiana.
ELNET non è sola: a Bruxelles operano oltre 20 lobby filo-israeliane presenti dagli anni 2000, che hanno progressivamente cambiato i rapporti tra istituzioni europee e Israele. Secondo l'inchiesta di RAI Report (gen. 2025), queste lobby hanno speso decine di milioni di euro in viaggi, pranzi e hotel di lusso per parlamentari europei. L'AJC (American Jewish Committee) ha speso da solo 47 milioni di dollari nelle istituzioni UE tra il 2005 e il 2025. Solo dal 2022, ELNET ha ricevuto oltre 11 milioni di dollari da fonti americane — attraverso più di 100 fondazioni, trust e fondi filantropici USA, secondo un'inchiesta del The Intercept (dic. 2025). Tra i donatori: la William Davidson Foundation (800.000$), la Newton and Rochelle Becker Charitable Trust e Bernie Marcus, co-fondatore di Home Depot e mega-donatore Trump, deceduto nel novembre 2024.
ELNET è registrata nel Registro Trasparenza UE ma rifiuta di rivelare i principali donatori. Secondo openDemocracy, le sue finanze sono una «finanza misteriosa»: molte donazioni transitano da donor-advised funds, strumenti che consentono l'anonimato totale del donatore. In Italia non esiste un registro nazionale obbligatorio per i lobbisti. ELNET si definisce «apartitic» e di «basso profilo» — strategia deliberata per costruire influenza senza attirare visibilità.
Queste sono le parole, le regole e i meccanismi che rendono possibile il lobbying invisibile. Apri ogni scheda per capire come funziona il sistema.
Hasbara (in ebraico: spiegazione) è il termine ufficiale usato dal governo israeliano per la comunicazione strategica verso l'estero. È una forma organizzata di influenza narrativa, ben oltre la semplice informazione pubblica.
Il sistema opera su quattro pilastri:
Istituzionale — Il Ministero degli Esteri israeliano coordina la narrativa diplomatica verso i paesi UE.
Accademico — Borse di studio, conferenze e reti universitarie finanziate dallo Stato per costruire consenso a lungo termine.
Parlamentare — ELNET, TFI e MSA portano parlamentari stranieri in Israele per "capire il contesto". L'obiettivo: costruire prossimità politica.
Digitale — Unità operative sui social media e rete di account coordinati, documentate da ricercatori in più paesi europei.
ELNET opera dichiaratamente nel pilastro parlamentare. Non è una teoria del complotto: è la funzione che l'organizzazione descrive nei propri documenti fondativi.
Fonti: Ministero Esteri israeliano · Knesset Records · Haaretz · The Intercept
Le Chatham House Rules sono un protocollo internazionale di riservatezza nato nel 1927 al Chatham House di Londra: chi partecipa può usare le informazioni ricevute, ma non può rivelare l'identità né l'affiliazione degli altri partecipanti.
ELNET applica queste regole ai propri eventi e "forum di leadership". Questo significa che:
— Nessun verbale degli incontri viene mai reso pubblico.
— I parlamentari partecipanti non sono tenuti a dichiarare cosa è stato detto.
— I contenuti delle discussioni rimangono confidenziali per sempre.
— Nessun giornalista può verificare cosa è stato discusso.
Uno strumento nato per il libero scambio accademico diventa, applicato al lobbying parlamentare, un meccanismo di opacità istituzionale.
Fonti: Chatham House · Registro UE Trasparenza · openDemocracy
In Italia non esiste una legge nazionale sul lobbying. È un vuoto che dura da decenni, nonostante ripetuti tentativi di colmarlo, e che ha tutta l'aria di essere strutturale.
Cosa manca rispetto agli altri paesi UE:
— Nessun registro nazionale obbligatorio per i lobbisti.
— Nessun obbligo per i parlamentari di dichiarare i viaggi ricevuti da terzi.
— Nessun limite ai contatti informali tra lobbisti e funzionari pubblici.
— Nessuna sanzione per chi non dichiara attività di influenza.
Per confronto: Germania, Francia e UE hanno registri obbligatori. Il Registro UE esiste dal 2012. ELNET è iscritta a Bruxelles. In Italia, non ci sono obblighi equivalenti.
Risultato: un sistema di influenza perfettamente legale, parzialmente visibile, e progettato per rimanere tale.
Fonti: Transparency International Italy · Camera dei Deputati · Registro UE
BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni) è un movimento civile internazionale fondato nel 2005 da oltre 170 organizzazioni palestinesi. Chiede:
— Fine dell'occupazione militare dei territori palestinesi.
— Uguali diritti per i cittadini arabo-palestinesi di Israele.
— Rispetto del diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi.
Il BDS è legale in tutta l'UE. Nel 2020, la Corte di Giustizia UE ha confermato che boicottare Israele per ragioni politiche rientra nella libertà di espressione. In Francia, una legge che criminalizzava il BDS è stata dichiarata incostituzionale nel 2023.
Le lobby pro-Israele — inclusa ELNET — hanno fatto del contrasto al BDS una priorità esplicita. Diversi parlamenti europei hanno votato risoluzioni anti-BDS su pressione di queste reti. In Italia, alcune dichiarazioni parlamentari contro il BDS coincidono con visite ELNET documentate.
Fonti: Corte di Giustizia UE 2020 · BDS Movement · openDemocracy
Nel dicembre 2022, la magistratura belga ha arrestato diversi funzionari e parlamentari europei con l'accusa di aver ricevuto denaro dal Qatar per orientare le posizioni del Parlamento Europeo. Trovati 1,5 milioni di euro in contanti.
Il parallelo con ELNET non riguarda il metodo (non ci sono prove di pagamenti in contanti), ma il meccanismo:
Qatar: denaro in contanti / paese terzo / badge PE usato per l'accesso / scoperto dalla magistratura belga / legale finché non provato.
ELNET: viaggi, eventi e formazione pagata / paese terzo (Israele) / badge PE dal 2016 / visibile nel Registro UE se cerchi / legale perché non c'è legge in Italia.
La differenza sta nella soglia di visibilità — e nella volontà di guardare.
In Italia ELNET è operativa dal 2009. Nessuna indagine è mai stata aperta.
Fonti: OLAF · Parlamento Europeo · The Guardian · Politico EU 2023
AIPAC (American Israel Public Affairs Committee) è considerata una delle lobby più potenti della politica americana. Opera dal 1951 e ha sviluppato nel tempo un modello replicabile di influenza:
— Accesso diretto ai parlamentari attraverso donazioni elettorali legali.
— Viaggi in Israele finanziati da organizzazioni affiliate.
— Reti di contatti bipartisan per garantire consenso trasversale.
— Comunicazione coordinata per influenzare il dibattito pubblico.
ELNET nasce esplicitamente come "AIPAC europeo" — sono parole del fondatore Raanan Eliaz. Il modello viene adattato al contesto europeo dove i finanziamenti elettorali diretti sono più regolamentati: si usano quindi viaggi, forum, conferenze e reti parlamentari informali.
Le lobby più efficaci operano su tutti gli schieramenti politici. ELNET conta parlamentari di centrodestra, centrosinistra e sinistra tra i propri interlocutori regolari.
Fonti: openSecrets · The Intercept · The Diasporist 2008
I donor-advised funds (DAF) sono strumenti filantropici americani che consentono a un donatore di versare denaro in un fondo intermedio, ottenere subito il beneficio fiscale, e poi distribuire le donazioni nel tempo verso organizzazioni beneficiarie — senza che il nome del donatore originario venga mai rivelato.
Esempio: un miliardario americano versa 5 milioni in un DAF gestito da una fondazione. La fondazione versa 500.000 dollari a "Friends of ELNET USA". ELNET riceve i fondi da "una fondazione americana" — tutto legale, tutto opaco.
Secondo The Intercept (dic. 2025), più di 100 fondazioni e trust americani hanno finanziato ELNET. Molte di queste sono DAF che rendono impossibile risalire al donatore finale. Questo meccanismo è legale negli USA e non richiede dichiarazioni in Europa.
Fonti: The Intercept, dic. 2025 · IRS Form 990 filings · openDemocracy
Il Parlamento Europeo rilascia badge di accreditamento agli lobbisti registrati nel Registro Trasparenza UE. Questi badge consentono l'accesso fisico agli edifici del PE a Bruxelles e Strasburgo e facilitano i contatti diretti con i parlamentari.
ELNET ha badge di accreditamento al PE dal 2016. Questo significa:
— Presenza fisica negli edifici istituzionali.
— Accesso ai corridoi, alle sale riunioni, alle aree riservate ai lobbyisti accreditati.
— Legittimità istituzionale formale che facilita gli incontri con gli eletti.
In Italia non esiste un sistema equivalente. Non c'è un registro nazionale, non ci sono badge, non c'è un tracciamento degli incontri tra lobbisti e parlamentari italiani. I contatti avvengono informalmente, senza documentazione obbligatoria.
Dopo il Qatargate (2022), il PE ha approvato alcune riforme, ma molti osservatori le considerano insufficienti.
Fonti: Registro Trasparenza UE · Parlamento Europeo · Lobby Facts EU
Il lobbying efficace non dipende solo dall'argomento: dipende dalla capacità di essere presenti, ripetuti e credibili nel tempo. E questo richiede risorse.
Il divario tra chi ha risorse e chi non le ha è strutturale:
ELNET: 11+ milioni di dollari da fonti americane (2022-2025), uffici in 6 paesi, staff professionale, eventi di lusso, accesso istituzionale.
Organizzazioni pro-Palestina: budget minimo, nessun accesso istituzionale equivalente, spesso senza staff a tempo pieno.
Giornalismo indipendente: redazioni in crisi, nessun accesso privilegiato, informazioni frammentate.
Questo squilibrio non è casuale: è il prodotto di decenni di investimenti coordinati. Non significa che le posizioni pro-Israele siano false — significa che chi le promuove ha risorse per farlo in modo sistematico, mentre le voci alternative faticano a essere sentite con la stessa intensità.
Fonti: The Intercept 2025 · Pressenza 2025 · openDemocracy 2024
ELNET è iscritta al Registro UE per la Trasparenza (id 465822925861-62). La registrazione dà un'impressione di apertura, ma quel registro racconta solo una parte della storia.
Nel Registro UE, ELNET dichiara un budget di lobbying di poche centinaia di migliaia di euro l'anno: da circa 150.000 € fino al 2019 fino a 690.114 € nel 2023. Cifre reali, ma modeste rispetto al denaro che muove davvero la rete.
La gran parte dei fondi arriva infatti dagli Stati Uniti: oltre 11 milioni di dollari raccolti tramite Friends of ELNET da più di 100 fondazioni americane. Soldi che restano fuori dal registro europeo e non compaiono in nessuna dichiarazione di lobbying in Italia.
A questo si aggiunge una regola: dal 20 settembre 2021 le organizzazioni registrate come «non commerciali» hanno obblighi di dichiarazione più leggeri. Il quadro pubblico mostra così solo la punta dell'iceberg.
Fonti: LobbyFacts.eu (Registro UE) · The Intercept, dic. 2025 · Follow the Money
I dati specifici sul viaggio italiano di febbraio 2026 non sono stati dichiarati pubblicamente. In Italia non esiste obbligo di dichiarazione per visite private sotto una certa soglia.
È lei a gestire concretamente ELNET in Italia. Ha costruito relazioni economiche tra Italia e Israele dal 1992, aprendo la Commissione di Commercio Israele-Italia. Il lancio ufficiale di ELNET Italia fu tenuto al Senato della Repubblica nel febbraio 2024 — la sede istituzionale scelta non è un caso. Nei giorni del viaggio parlamentare (1–4 feb. 2026) è lei che ha organizzato e finanziato gli incontri con la leadership militare e istituzionale israeliana.
Dirige l'AJC Transatlantic Institute di Bruxelles, l'ufficio europeo dell'American Jewish Committee che ha creato il TFI nel 2019 e lo gestisce: al direttore dell'istituto spetta anche il ruolo di Segretario Generale del TFI. A Bruxelles dal 2006, con incarichi in AJC e al Parlamento Europeo, aveva moderato la presentazione del capitolo italiano al Senato nel maggio 2023, quando era vicedirettrice dell'istituto.
Senatore, responsabile Esteri IV. Siede nel board di ELNET Italia e lo ha rivendicato pubblicamente su X nell'agosto 2025: «Ho l'onore di sedere nel board di ELNET». Ha cenato con ELNET a Gerusalemme mentre Israele aveva già ucciso oltre 17.000 bambini a Gaza. Al ritorno ha insistito sui social che i morti a Gaza «non sarebbero gli oltre 70.000 dichiarati». Autore di un ddl sull'antisemitismo con definizione IHRA. Nel marzo 2026 ha partecipato a una missione parlamentare organizzata da ELNET Italia su cooperazione Italia-Israele.
Economista e deputato, fondatore del PLD — Partito Liberal Democratico (ex Italia Viva). Ha partecipato al viaggio in Israele finanziato da ELNET Italia (1–4 feb. 2026). Al ritorno ha dichiarato: «dovremmo essere tutti sionisti». Sui social ha contestato le cifre ufficiali dei morti a Gaza, sostenendo che i dati di Hamas non sarebbero attendibili. A giugno 2025 aveva già attaccato chi manifesta contro la guerra: «ci terremo lontani dalla piazza che brucia le bandiere di UE e NATO e vuole cancellare Israele».
Senatrice Lega dal 2018, eletta in Trentino-Alto Adige (collegio di Cavalese). In origine eletta con Forza Italia, è passata alla Lega nel maggio 2020. Nella legislatura corrente siede nella Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio e nella Commissione d'inchiesta sul sistema bancario e assicurativo — non è membro di alcuna commissione Esteri o Difesa. Nonostante questo, ha partecipato al viaggio in Israele finanziato da ELNET (1–4 feb. 2026) come visita privata, senza richiedere l'autorizzazione del Senato per missione ufficiale. È una delle tre parlamentari che hanno scelto di andare a spese di una lobby anziché attraverso i canali istituzionali, rendendo il viaggio privo di qualsiasi rendicontazione pubblica obbligatoria.
Senatore FdI dal 2022, nato a Verona, di professione consulente e imprenditore. Non è membro della Commissione Esteri né Difesa. Ha partecipato al viaggio in Israele finanziato da ELNET (1–4 feb. 2026) senza autorizzazione come missione ufficiale del Senato. Per giustificare la propria presenza ha dichiarato al Fatto Quotidiano di essersi interessato al viaggio «anche per la sua attività come imprenditore», aggiungendo: «Il 7 ottobre ha cambiato la storia. Per questo la diplomazia parlamentare è importante». La distinzione tra interesse imprenditoriale privato e ruolo istituzionale è uno dei nodi sollevati dall'inchiesta sul viaggio.
Senatore FdI, imprenditore veneto (nato a Rovigo, 1961). Eletto nel 2022, siede nella Commissione straordinaria per i Diritti Umani e nella Commissione Industria e Commercio — nessun ruolo in Esteri o Difesa. Ha partecipato al viaggio in Israele finanziato da ELNET (1–4 feb. 2026) come visita privata. La sua presenza è significativa per un motivo preciso: Fratelli d'Italia è il partito del Presidente del Consiglio Meloni e del Presidente del Senato La Russa. Tre dei cinque parlamentari coinvolti nel viaggio appartengono a FdI — il partito di maggioranza relativa che guida il governo — o alla sua coalizione. Nessuna dichiarazione pubblica sul viaggio risulta attribuita ad Amidei.
Presidente del Senato, la seconda carica dello Stato. Fu invitato direttamente alla Knesset tramite ELNET per il viaggio feb. 2026. Secondo Il Fatto Quotidiano, ha tergiversato sulla propria partecipazione — non confermando né negando. Nel frattempo ha bloccato la procedura ufficiale che avrebbe consentito agli altri parlamentari di andare come missione del Senato, costringendoli a partire come privati cittadini a spese di ELNET. Risultato: nessuna rendicontazione ufficiale, nessun controllo istituzionale sul viaggio.
Capogruppo IV alla Camera, Commissione Esteri. L'8 maggio 2024 è stata speaker all'Israel-Italy Mini Strategic Dialogue, evento organizzato da ELNET Italia insieme alla Fondazione Alcide De Gasperi. Il convegno — il primo «dialogo strategico Italia-Israele» — ha discusso la guerra Hamas-Israele, lo scenario del «giorno dopo» a Gaza e le relazioni strategiche italo-israeliane su difesa, tecnologia e infrastrutture. I lavori si sono svolti sotto Chatham House Rule: i contenuti non sono divulgabili. ELNET Italia ha poi avviato collaborazioni stabili con la Fondazione De Gasperi, Med-Or e SIOI.
Da commissario UE (2008–2010), ha guidato una delegazione di 65 aziende italiane in Israele. Fino al 2015 nel direttivo di EFI — European Friends of Israel. Ministro degli Esteri: ha dichiarato più volte di aver «sospeso tutti i contratti» di armi con Israele dopo il 7 ottobre, ma inchieste di Altreconomia (lug. 2025) documentano che l'Italia ha continuato a esportare nitrato di ammonio (utilizzabile per esplosivi) e altri materiali dual-use, classificandoli come «forniture civili». Ha promosso un ddl per ridurre la trasparenza sulle esportazioni di armi, eliminando l'obbligo di rendiconto al Parlamento.
Vicepresidente del Parlamento Europeo — la più alta carica istituzionale tra tutti i nomi in questo archivio. Membro del TFI (Transatlantic Friends of Israel). Il 20 novembre 2024 ha incontrato l'IDSF (Israel Defense and Security Forum), think tank composto da ex-militari israeliani, classificato come organizzazione di estrema destra pro-insediamenti in Cisgiordania. L'incontro è stato registrato nel suo agenda pubblica solo 8 giorni dopo (28 nov.), e nell'apposito registro di trasparenza del PE con ulteriore ritardo. L'IDSF stessa si era iscritta al registro UE solo il giorno dell'incontro. La notizia è emersa grazie a un'inchiesta del portale olandese Follow the Money, che ha rivelato almeno 20 eurodeputati coinvolti in attività di lobbying dell'IDSF. Il caso ha spaccato il PD: alcuni deputati dem lo hanno definito «incompatibile con i nostri valori». Il 4 giugno 2026 Picierno ha lasciato il PD («la casa dei riformisti non c'è più») e ha aderito al Partito Democratico Europeo (gruppo Renew Europe, Sandro Gozi), mantenendo la vicepresidenza del PE.
Deputato PD, Presidente della Commissione Medio Oriente al Consiglio d'Europa. Membro del TFI (Transatlantic Friends of Israel). Il 2 dicembre 2025, mentre la segretaria Schlein criticava pubblicamente i rapporti del governo italiano con Netanyahu, Fassino ha preso la parola alla Knesset in collegamento video da Montecitorio — senza comunicarlo alla leadership del partito. Davanti al parlamento israeliano ha dichiarato: «Israele è una società aperta, libera e democratica, anche in questi due anni». Ha aggiunto che è «del tutto inaccettabile trasformare le critiche a Netanyahu in una criminalizzazione di Israele». Il responsabile Esteri PD Provenzano ha preso immediatamente le distanze, precisando che la missione non era un'iniziativa del partito. Il caso ha riaperto una frattura interna al PD su Israele.
Senatore FdI, presidente della sezione italiana del Transatlantic Friends of Israel (TFI) dal maggio 2023. Ha organizzato il gruppo fondatore di 16 parlamentari italiani nel TFI, coinvolgendo tutti i partiti di coalizione. Dichiarazione pubblica: «Costruire la pace significa sostenere Israele.» Ha difeso Israele in tv su La7 contro l'ipotesi di sanzioni.
Deputato Lega, presidente del Gruppo di Amicizia parlamentare Italia-Knesset. Membro del TFI. Ha partecipato alla visita alla Knesset del dicembre 2025 con Fassino e Orsini, organizzata tramite reti filo-israeliane. Dichiarazione pubblica: «Definirsi antisionista significa non riconoscere Israele come Stato.» Ha sostenuto gli Accordi di Abramo come modello da seguire per tutti i Paesi.
Senatrice FI, presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato. Membro del TFI. Ha guidato la delegazione ufficiale del Senato in Israele e Territori Palestinesi nel maggio 2025, incontrando il Ministro degli Esteri israeliano e il Presidente della Knesset. La visita avvenne nel pieno del conflitto a Gaza, suscitando critiche per il mancato incontro con rappresentanti palestinesi.
Deputato Azione, co-fondatore di Italia Viva con Matteo Renzi e padre della legge elettorale che porta il suo nome (il «Rosatellum», 2017). Membro del TFI (Transatlantic Friends of Israel) documentato da Pressenza (mar. 2025) e Report RAI (gen. 2025). Con Elena Bonetti, rende Azione il partito con la doppia presenza TFI più densa nel centrosinistra moderato: sommando Scalfarotto (board ELNET), Marattin (viaggio ELNET feb. 2026) e Boschi (evento ELNET), l'area Italia Viva–Azione è quella con la rete di legami più capillare nell'intero ecosistema delle lobby filo-israeliane in Italia.
Ex ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia nel governo Draghi (2021–2022), ora deputata Azione. Membro del TFI (Transatlantic Friends of Israel) documentata da Pressenza (mar. 2025) e Report RAI (gen. 2025). La sua adesione al TFI, sommata a quella di Rosato (TFI), Scalfarotto (board ELNET), Marattin e Boschi (entrambi con legami ELNET documentati), fa di Italia Viva–Azione il gruppo politico con più esponenti inseriti in reti filo-israeliane in tutto il Parlamento italiano, traversando sia la lobby parlamentare TFI che quella operativa di ELNET.
Deputata Forza Italia, portavoce del Gruppo parlamentare FI alla Camera. Una tra i vicepresidenti della sezione italiana del TFI (Transatlantic Friends of Israel). Documentata da Pressenza (mar. 2025) e Report RAI (gen. 2025). La sua nomina a VP non è un fatto personale: in quanto portavoce ufficiale di FI, indica un coinvolgimento istituzionale del partito nella struttura TFI. Si sovrappone a Tajani (VP del Consiglio e Ministro Esteri FI, già nel direttivo di EFI — European Friends of Israel fino al 2015) e a Craxi (Presidente Comm. Esteri/Difesa del Senato e membro TFI): Forza Italia è il partito con la più alta concentrazione di cariche istituzionali nell'ecosistema ELNET–TFI.
Deputata Lega, già sostituto procuratore al Tribunale per i Minorenni di Roma. Una tra i vicepresidenti della sezione italiana del TFI (Transatlantic Friends of Israel), documentata da Pressenza (mar. 2025) e Report RAI (gen. 2025). La sua carica di VP si affianca a quella di Paolo Formentini (Lega, già nella sezione §3), che è contemporaneamente nel TFI e nel Gruppo parlamentare di amicizia Italia–Knesset: la Lega è l'unico partito con due esponenti che ricoprono ruoli formali in entrambe le reti pro-Israele principali — quella parlamentare europea (TFI) e quella bilaterale italo-israeliana (Gruppo Knesset).
Deputato PD eletto nella circoscrizione Estero (Africa-Asia-Oceania-Antartide), rieletto nel 2022. Uno tra i vicepresidenti della sezione italiana del TFI (Transatlantic Friends of Israel), network parlamentare legato all'AJC Transatlantic Institute. Componente della Commissione Difesa della Camera e già Vicepresidente della sottocommissione Difesa e Sicurezza dell'Assemblea Parlamentare NATO. Prima di entrare in politica ha vissuto oltre 15 anni in Australia, dove dirigeva le Camere di Commercio italiane di Melbourne e Sydney.
Presidente del gruppo Fratelli d'Italia al Senato e presidente della Sezione bilaterale di amicizia Italia-Israele dell'Unione Interparlamentare (dal 2022). È membro del TFI — Transatlantic Friends of Israel, il club interparlamentare creato dall'AJC. Ha promosso in Senato l'evento per i 75 anni di relazioni Italia-Israele e presentato un disegno di legge sull'antisemitismo con la definizione IHRA. Sulla guerra ha dichiarato: «Israele ha il diritto di difendere i propri cittadini».
Senatore di Fratelli d'Italia, presidente della Commissione Politiche dell'Unione Europea del Senato. È stato Ministro degli Esteri (2011–2013) e Ambasciatore d'Italia in Israele (2002–2004). Membro del TFI — Transatlantic Friends of Israel. Dopo il 7 ottobre ha denunciato «il dilagare di inaudite violenze verbali e fisiche di natura antisemita» e ha affermato che «chi sostiene Hamas è antisemita».
Deputato, segretario nazionale dell'UdC e presidente della delegazione italiana all'Assemblea parlamentare della NATO. È vice-presidente della sezione italiana del TFI — Transatlantic Friends of Israel. Alla Camera ha dichiarato che «la pace in Medio Oriente è possibile, ma a una condizione imprescindibile: il riconoscimento dello Stato di Israele», aggiungendo che «è nostro dovere stare con la popolazione israeliana».
ELNET opera dentro un ecosistema di oltre 20 organizzazioni filo-israeliane attive a Bruxelles. La più rilevante per l'Italia, dopo ELNET, è il Transatlantic Friends of Israel (TFI).
Il TFI conta 230 parlamentari europei, nazionali e congressisti USA. La delegazione italiana è particolarmente numerosa: 33 europarlamentari italiani di ogni schieramento. Tra i nomi documentati da Pressenza (mar. 2025) e Report RAI (gen. 2025):
Club interparlamentare creato e gestito dal Transatlantic Institute, la struttura di Bruxelles dell'AJC (American Jewish Committee). Riunisce oltre 230 tra parlamentari europei, nazionali e congressisti USA. Il capitolo italiano nasce nel maggio 2023 (da 16 fondatori agli attuali 33 membri) ed è presieduto dal senatore Marco Scurria (FdI). L'appartenenza al TFI è il legame più diffuso e trasversale tra i parlamentari italiani nella rete: un'adesione stabile, che attraversa destra, centro e sinistra.
Fondata nel settembre 2006 da 300 europarlamentari e parlamentari nazionali con sede a Bruxelles. Presidente il MEP svedese Gunnar Hökmark. Ha riunito oltre 1.500 aderenti tra parlamentari e responsabili politici europei, ed è stata la prima struttura di lobbying filo-israeliano su scala parlamentare europea. Antonio Tajani era nel direttivo dalla fondazione. Sciolta nel 2015 — il suo spazio è stato in parte assorbito da TFI ed ELNET.
Diretta da Thomas Sandel. Organizza incontri e conferenze con tutti gli europarlamentari. Una delle prime lobby filo-israeliane a insediarsi stabilmente a Bruxelles dagli anni 2000.
Fondata nel 1906 a New York, con 13 sedi internazionali. A Bruxelles opera tramite il Transatlantic Institute (TAI), iscritto nel registro UE della trasparenza (id: 95713206856-14). Il TAI ha creato e gestisce il TFI (230+ parlamentari europei). A Roma l'ufficio AJC cura le relazioni con il governo italiano e fa da tramite con il Vaticano. La vicedirettrice del TAI di Bruxelles è italiana.
Fondato dall'ex ufficiale militare israeliano Amir Avivi, conta oltre 35.000 riservisti e veterani di tutte le branche delle forze di sicurezza israeliane. Dal 7 ottobre 2023 ha fatto pressione sugli eurodeputati per bloccare le sanzioni dell'UE contro Israele. Secondo un'inchiesta di Follow the Money (nov. 2024), ha avuto accesso al Parlamento Europeo per circa un anno senza accreditamento, usando i pass visitatori degli eurodeputati. Si è registrato nel registro UE della trasparenza solo nel novembre 2024 — un anno dopo l'inizio delle attività di lobbying. Budget dichiarato 2023: 50.000€; finanziamenti reali stimati (solo Central Fund of Israel): circa 2 milioni€. Almeno 19 eurodeputati hanno incontrato l'IDSF, molti senza dichiararlo — tra cui Picierno.
ONG 501(c)(3) USA che raccoglie fondi da donatori privati americani per finanziare le attività europee di ELNET, inclusi i viaggi dei parlamentari. Oltre 11M$ raccolti.
Fondata nel 1953, è la più potente organizzazione di lobbying filo-israeliana degli Stati Uniti. Agisce esclusivamente sul Congresso USA — non opera direttamente in Italia o nell'UE — ma è il nodo centrale dell'ecosistema transatlantico: coordina con AJC, ELNET e Friends of ELNET (FELNET), che raccoglie fondi negli USA per finanziare le attività europee. Nelle elezioni del 2024 ha investito oltre 100 milioni di dollari in candidati al Congresso. È citata qui per contestualizzare: le reti che agiscono in Italia e in Europa non esistono in modo isolato.
L'agenzia UE Frontex utilizza droni israeliani Elbit Systems (Hermes 900) per missioni di sorveglianza. L'UE ha finanziato Elbit, IAI e Rafael con oltre 5M€ da Horizon 2020.
Organizzazione italiana di cui è membro Scalfarotto (board ELNET) e Piero Fassino (TFI). Opera nell'area del centrosinistra per sostenere la narrativa israeliana da sinistra.
I viaggi parlamentari sono il punto in cui l'assenza di regole diventa visibile. Quando una delegazione parte come missione ufficiale, tutto è agli atti: autorizzazione, programma, spese. Quando un parlamentare parte come visita privata pagata da un'organizzazione, in Italia nessuna norma impone di dichiarare nulla. Questa cronologia mette in fila i casi documentati — con la fonte accanto a ogni voce.
Il lancio ufficiale della filiale italiana avviene dentro il Senato della Repubblica: la scelta della sede istituzionale segna il metodo fin dal primo giorno.
Evento organizzato da ELNET Italia con la Fondazione De Gasperi; tra gli speaker la capogruppo IV alla Camera Maria Elena Boschi.
La senatrice Stefania Craxi guida la delegazione ufficiale del Senato in Israele e nei Territori Palestinesi, incontrando anche il Presidente della Knesset: autorizzata, agli atti, tracciata. Il confronto con i viaggi privati è il cuore di questa pagina.
Nella visita alla Knesset organizzata tramite reti filo-israeliane (con Formentini e Orsini), Piero Fassino interviene in collegamento video da Montecitorio senza avvisare il suo partito. Il caso apre una frattura nel PD.
Marattin, Testor, Gelmetti e Amidei partecipano al viaggio in Israele finanziato da ELNET come visita privata: nessuna autorizzazione, nessuna rendicontazione obbligatoria. Il Presidente del Senato La Russa, invitato alla Knesset tramite ELNET, tergiversa e intanto blocca la procedura per la missione ufficiale: chi parte lo fa da privato cittadino, a spese della lobby.
I dati specifici sui viaggi privati non sono dichiarati pubblicamente: in Italia non esiste obbligo di dichiarazione per visite sotto una certa soglia. Dove un registro esiste — come nel Regno Unito — i viaggi si contano e si leggono. Questa sezione si aggiorna a ogni nuovo caso documentato.
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